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Ci facciamo un campari, al Campari?

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Per chi come me vive non da tantissimi anni a Sesto ma sa apprezzarne la ricchezza e la varietà  dei suoi luoghi legati non solo alla storia industriale ed operaia, un “capriccio” fino a ieri inesaudibile era quello che a proporlo, sembrava quasi una boutade: “andiamo a bere un campari al Campari”.

Oggi questo è possibile con l’opportunità di andare a cena in uno dei posti, sino a poco fa, più esclusivi di Sesto, nel senso che ne era inaccessibile la fruizione agli esterni.  Andare a “Villa Campari” oggi non solo è possibile, ma anzi rappresenta una di quelle cose da mettere nella top ten se leggessimo la versione sestese delle “100 cose da fare” a Sesto San Giovanni”. Finalmente, con l’apertura al pubblico attraverso la realizzazione del ristorante e del bar di Villa Campari, si presenta per gli estimatori l’opportunità di poter cenare e vivere una serata all’insegna della qualità, della storia e del design in un ambiente dove prima di sedersi a cena, sarà d’obbligo girovagare per le sale della villa alla ricerca dei cimeli e delle teche incastonate nelle pareti, più che meri arredi del ristorante, riscoprendo e vivendo un vero e proprio tour nella storia del marchio e della storia della cultura e del design ad esso legato.

L’edificio, denominato Casa Alta (fine XVIII secolo), di proprietà di una delle più illustri famiglie patrizie di Milano, gli Arese, oggi è nota come Villa Campari, dai suoi ultimi proprietari e grazie all’idea ingegnosa di realizzarne un ristorante di qualità è destinata, già dai suoi primi giorni di apertura, a divenire uno dei luoghi simbolo della movida sestese, con un’attenzione alla fruibilità, visti i prezzi (abbiamo sbirciato nel menu), impegnativi ma non proibitivi, comunque certamente legati alla qualità dell’offerta. In continuità, vista l’esperienza dei gestori, con la già collaudata e garante di successo esperienza, acquisita a Villa Zorn presso il Caffè degli artisti, di Enrico Gironi e Lorenzo Menoncin.

Nella struttura, adibita su due piani è ospitata anche l’omonima accademy dove sono aperti e ambiti i corsi da barman che saranno i provetti nuovi “Brian Flanagan”, magari sestesi. Incantevole e ampia la corte oltre ai privati e prestigiosi giardini di pertinenza che, nell’armonia ed eleganza della villa ne fanno una location esclusiva ed innovativa per ricevimenti ed eventi. In quest’ultimo caso utilissima la sala convegni presente ai piani superiori. Un grande in bocca al lupo oltre ai complimenti per i gestori, per questa nuova avventura con i ringraziamenti, del sottoscritto, di aver consentito la spunta ad una delle prime 100 cose da fare a Sesto San Giovanni.

Fonte: www.nuovasesto.it

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